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Conselice
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mwhaConsèlice (mwhqCusëls in mwhgromagnolo) è un mwhwcomune italiano di mwia9 759 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjqprovincia di Ravenna in mwjgEmilia-Romagna. Il comune è composto da tre centri abitati: Conselice (che da sola ha circa mwjw5 400 abitanti), mwkaLavezzola e mwkqSan Patrizio.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Economia
• Strade
• Ferrovie
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Il territorio di Conselice, avente una superficie di mwlq63 km², è situato in un'area idrografica delimitata dagli argini dei fiumi mwlgSillaro ad ovest, mwlwReno a nord e mwmaSanterno ad est. Gli stessi fiumi Sillaro e Reno lambiscono per un breve tratto il territorio del comune, vicino al confine settentrionale.
Il territorio, interamente pianeggiante, è attraversato (da sud a nord) dal Canale Zaniolo che, proveniente da mwmgMordano, si getta nel mwmwCanale collettore Destra Reno (prese il nome da un certo Zanioli, che possedeva un mulino sul suo corso)cite-ref-4[4]. Altro canale artificiale che attraversa Conselice è il mwoaCanale dei molini di Imola, anticamente utilizzato per il trasporto merci e per il funzionamento dei numerosi mulini che su di esso sorgevano. Oggi il tratto conselicese non è più attivo; il letto del Canale dei molini è tuttora osservabile nella frazione mwoqSan Patrizio.
Storia
Il porto vallivo
Tramite una ricerca condotta negli mwpganni 1990 a nord dell'abitato, i cui risultati sono stati pubblicati su una rivista dell'mwpwUniversità di Bologna, è stato possibile ricostruire il paesaggio preistorico di Conselice: tra mwqa7 000 e mwqq2 000 anni fa la zona fu una laguna marinacite-ref-5[5].
Le ricerche archeologiche eseguite negli anni 1992-1995 nel territorio comunale hanno riportato alla luce grandi quantità di mwrwconchiglie e di altro materiale di ambiente mwsalagunare, tra cui un'mwsqostrica, che è stata datata a mwsg2 635 anni fa con il radiocarbonio. Attraverso l'analisi di tutti i reperti rinvenuti si è potuto concludere che, nell'antichità, il sito di Conselice si trovava sul limitare di una vasta area umida, parte della mwswValle Padusa.
Nelle pergamene scritte in latino conservate nell'archivio comunale compare dall'XI secolo il nome mwtqCaput Silicis. Non esistono prove invece che il toponimo sia stato tramandato direttamente dall'antichità. L'unica cosa certa è che, nel reticolo della mwtgcenturiazione romana, il sito di Conselice era in asse con mwtwmwuaForum Cornelii (l'odierna mwuqImola). Gli storici ritengono che una strada perpendicolare alla mwugvia Emilia (cioè un mwuwcardo) partisse da Forum Cornelii per raggiungere il sito. Il percorso era lungo 12 miglia romane (circa mwva25 km), la strada era affiancata probabilmente da un canale navigabile per piccole imbarcazioni.
È possibile allora spiegare l'origine del nomecite-ref-pancino-6-0[6]: una prima ipotesi, la più immediata, è che la via romana fosse selciata (mwwgsilicis). Ma ad oggi non è ancora stato rinvenuto alcun reperto di epoca romana sotto l'attuale via Selice, per non parlare del resto del territorio conselicese.
Se dunque appare certo che fino all'XI secolo l'insediamento non esistesse, le origini di Conselice sono da ricercare nelle peculiari caratteristiche dell'ambiente naturale attorno al sito. Dal punto dove sorge Conselice, infatti, si raggiungeva facilmente per via d'acqua il mwxaPo di Primaro (anticamente, il ramo meridionale del Po). Bisogna aggiungere che il Po di Primaro rappresentava per Forum Cornelii la via più diretta di accesso al mare. Quindi è presumibile che, nell'antichità, sul sito dove oggi sorge Conselice esistesse un porto vallivo. Possiamo ora formulare la seconda ipotesi sull'origine del nomecite-ref-pancino-6-1[6]: il porto lagunare serviva ai corneliesi per l'approvvigionamento di diverse materie prime.
L'area in cui si trovava il sito della città conservò i caratteri lagunari-vallivi fino alla metà del I millennio d.C., cioè fino alla fine dell'Età antica. I torrenti appenninici, su tutti mwygSillaro (mwywSillarus-Silicis) e mwzaSanterno (mwzqVatrenus), inondavano periodicamente il terreno con le loro acquecite-ref-pancino95-7-0[7].
La nascita di Conselice
Il più antico documento che cita il mwbaPortus de Capite selcis è datato 5 giugno mwbq1084. La mwbgpergamena è firmata dal vescovo Morando. Il documento è il risultato delle trattative intercorse tra la sede vescovile, mwbwcastrum Sancti Cassiani, e la città rivale d'mwcaImola. Fino ad allora il vescovo aveva prevalso sulla mwcqcivitas corneliense: suoi erano i diritti di dazio sulle merci in transito per via di terra, suo il privilegio di riscuotere le imposte; sua la signoria sullo scalo portuale. Tali prerogative – per motivi a noi sconosciuti – cessarono a vantaggio di Imola, e quindi il vescovo fu costretto a fare alcune importanti concessioni alla città rivale:cite-ref-8[8] dovette concedere il ribasso delle tariffe di transito delle navi imolesi e dovette anche promettere di costruire un canale che collegasse la città al "suo" porto (fu realizzato in epoca successiva).
Il porto fu quindi collegato con un'idrovia ad Imola. Attraverso lo scalo lagunare, gli imolesi svolsero i loro commerci marittimi con mwdwVenezia e con gli altri porti del mweamare Adriatico, tanto che nella città la moneta veneta ebbe corso legale. Del porto si servivano anche i mercanti lughesi e faentinicite-ref-9[9]. Nel mwfq1126 lo scalo tornò sotto la signoria del vescovo per decisione di mwfgpapa Onorio II. La signoria vescovile durò fino al 1175, quando mwfwcastrum Sancti Cassiani fu distrutto dai rivali imolesicite-ref-10[10].
Intanto, nei secoli XI e XII, periodo caratterizzato dalla ri-antropizzazione del territorio della bassa Romagna ("Romandiola"), si ebbe la formazione dell'abitato di Conselice. Nel 1151 compare nei documenti la definizione di mwhqcastrum dotato di una mwhgcurtis per designare Conselicecite-ref-11[11]. Il paese rimase soggetto ad Imola (in un rapporto di vassallaggio) fino al mwiw1222, anno in cui venne occupato e distrutto dai Bolognesi. Fu poi ricostruito dagli imolesi nel mwja1296. Nella prima metà del mwjqXIV secolo fu soggetto a Bologna, poi passò alla mwjgSanta Sede. Nella mwjwmwkaDescriptio provinciæ Romandiolæ del mwkq1371 (documento storico fondamentale per la conoscenza dei paesi e degli abitanti della bassa Romagna), Conselice fu censita come luogo fortificato e con 34 mwkgfuochi, cioè capifamiglia con capacità contributiva.
Ecco come doveva apparire Conselice secondo la descrizione della storica Claudia Pancino:
«Alla fine della via Selice si trovava il porto, attorniato da una cinta muraria. Su un lato di essa era costruita la rocca, dove si trovava la sala in cui fino ad almeno il XVI secolo si svolsero i Consigli comunali. Di fronte alla rocca sorgeva la chiesa (San Martino), fra la rocca e la chiesa trovava spazio la piazza (Piazza maggiore), [ai lati della quale sorgevano] le prime (fino all'Ottocento pochissime) abitazioni in muratura delle famiglie più benestanti. Il canale Selice passava lungo il lato ovest della piazza. Proprio alla metà del lato ovest della piazza, tra la rocca e la chiesa, un ponte attraversava il canale. Di fronte al ponte, al di là del canale, si apriva uno spazio che sarebbe poi stato la sede del foro boario»cite-ref-pancino95-7-1[7]. La via principale del paese, che lo attraversava da nord a sud (immancabilmente "Via Selice"), portava al vecchio cimitero.
Per vari secoli Conselice fu al centro di una zona caratterizzata dalla ricca — e spesso pericolosa — presenza di acque e paludi. La mwpwtinca e il mwqaluccio che campeggiano nello stemma comunale sono l'eredità di questo passato. In particolare, il luccio richiama la presenza di questo predatore nelle vasti paludi a nord dell'abitato; la tinca allude al fatto che i conselicesi erano dediti all'allevamento itticocite-ref-14[14] Fino a tutto il mwrqMedioevo la principale via di comunicazione tra Conselice ed Imola non fu una strada, bensì un canale artificiale, il mwrgCanale dei Molini. Solo in mwrwEtà moderna la strada rettilinea che l'affiancava crebbe d'importanza. In quel periodo fu prolungata verso nord di mwsa10 km, terminando alla Bastia del canale Zaniolo. Oggi è la mwsqStrada provinciale Selice.
Il mwswXVI secolo va ricordato come il «secolo delle bonifiche»cite-ref-pancino95-7-2[7]. In quel periodo, infatti, i contadini effettuarono opere di disboscamento, colmata, scavatura di fossi e canali e parallela formazione di argini. Riuscirono a liberare dall'acqua una parte del territorio conselicese, quella meridionale, per farla confluire nelle valli a ridosso del mwuaPo di Primaro. Apparvero per la prima volta nei documenti dell'epoca i nomi Correcchio, Gambellara e Zaniolo, scoli di drenaggio attivi ancora oggi. All'inizio del XVII secolo il condotto Zaniolo, che raccoglieva le acque di tutti gli altri canali di scolo, fu immesso nel Primarocite-ref-pancino95-7-3[7].
Conselice nello Stato Pontificio
Le date fondamentali della storia moderna di Conselice sono:
• Nel mwwq1408 il feudo di Conselice venne ceduto agli mwwgEste di mwwwFerraracite-ref-15[15]. La dominazione estense durò ben due secoli. Durante tale periodo il vicino Comune di mwyaSan Patrizio fu unito a quello di Conselice (1430)cite-ref-16[16]. Il paese era tenuto da un capitano nominato direttamente dalla Casa d'Este. Nel mwzq1460 gli Este donarono ai conselicesi lo Statuto, ovvero la raccolta delle leggi di autogoverno della città. Nello Statuto appare già indicato come giorno festivo l'11 novembre, Festa di San Martino, tuttora il patrono di Conselice. Per le loro numerose prove di fedeltà dimostrate nel tempo, i conselicesi vennero definiti da Eleonora d'Este (XIV secolo) "i sudditi più fedeli che gli Este hanno in Romagna".
• Nel mw1q1598, esauritasi la dinastia d'Este, Conselice tornò sotto il papato. Tuttavia la mw1gSanta Sede tornò proprietaria solo del castello, che venne dichiarato appartenente alla mw1wLegazione apostolica di Ferrara. La proprietà di gran parte della terra e del territorio di Conselice rimase alla mw2aDiocesi di Imola, che ne era stata proprietaria anche durante il dominio estense. Dai terreni, la diocesi incamerava mw2qdiritti enfiteutici, affitti annuali e decime.
• Nel XVII secolo il comune di mw2wArgenta ottenne che la parte sinistra dell'argine del mw3aPo di Primaro venisse rialzata. Di conseguenza quando accaddero eventi di piena, le acque del Primaro si riversarono nel territorio conselicese, creando una «infelice situazione»cite-ref-pancino95-7-4[7], che si protrasse fino a buona parte del XIX secolo.
• Con l'annessione delle Legazioni pontificie al mw5qRegno di Sardegna (1859), il comune di Conselice fu incluso nella mw5gProvincia di Ravenna (annessione sancita con i mw5wplebisciti del 1860).
Dall'Unità alla Liberazione
La nota Inchiesta Agraria mw6gJacini (mw6w1871) tracciò un quadro della gestione del territorio di Conselice negli anni immediatamente successivi alla nascita del Regno d'Italia. La situazione non era molto cambiata dall'inizio del secolo: una manciata di famiglie forestiere possedeva la maggior parte delle terre; su tutte i conti Massari che, arrivati da mw7aFerrara al seguito dei napoleonici, avevano acquistato nel giro di poco tempo le quattro più grandi tenute conselicesi, diventando padroni di un terzo del territorio comunale.
I proprietari residenti nel Comune, invece, erano piccoli o piccolissimi agricoltori. Quasi tutti i proprietari con poderi superiori a 10 ettari non risiedevano nel Comune. Nella frazione di Lavezzola esistevano solo tre grandi proprietà.
Per quanto riguarda la destinazione d'uso del territorio, la situazione non era incoraggiante: ben due terzi erano costituiti da zone umide, oppure zone asciutte solo d'estate ma impraticabili in inverno. Il 20% era costituito da valli permanenti, mentre meno del 15% era rappresentato da buon terreno lavorativo. Dall'Inchiesta si evince come nell'Ottocento i conselicesi conducessero una vita molto modesta.
Il pericolo del diffondersi di epidemie era costante. Per combatterlo, nel mw8a1870 il Comune aprì la prima fontana pubblica di acqua potabile nella piazza centrale del paese. Per la sua caratteristica forma, fu detta popolarmente mw8qfuntana d'e' bafion (fontana del baffone in mw8gromagnolo)cite-ref-17[17].
Che mestieri facevano i conselicesi? Un'indagine condotta nel mw-a1873 nella principale parrocchia cittadina, San Martino, accerta che la stragrande maggioranza degli uomini lavorava nei campi: 163 come braccianti (quindi come operai a giornata) e circa 150 come coloni (cioè agricoltori legati stabilmente alla loro terra). Per quanto riguarda le donne, il mestiere più comune era la filatrice. Vi erano poi: 8 bottegai, 2 caffettieri, 5 impiegati, un infermiere, un macellaio, una maestra e tre maestri, un maestro di musica, due medici, un orologiaio, 4 osti, 3 pastori, 2 pensionati, 2 mw-qpovere, una tessitrice e 9 vallaroli.
Nel censimento del 1871, i mw-w6 860 abitanti erano così distribuiti nel territorio: mw-a4 877 vivevano in case sparse nelle campagne, mentre solo 1874 vivevano nei tre centri abitati, cioè Conselice (mw-q1 185), San Patrizio (361) e Lavezzola (328).
Nel mw-w1886 il comune fu sfiorato dall'emergenza mwaqacolera. Una delle cause fu certamente la scarsezza e l'inadeguatezza delle poche fogne chiuse che esistevano nel centro abitato. Nel mwaqe1888 entrarono in funzione i primi plessi scolastici, a San Patrizio e a Lavezzola. Per il capoluogo, invece, si dovette attendere il 1910cite-ref-18[18].
Nel corso dell'Ottocento si diffonde a Conselice la mwaqcrisicoltura. I primi terreni ad essere utilizzati per la coltivazione del mwaqgriso sono quelli prossimi alle paludi, situati nella parte nord del territorio comunale, tra Lavezzola ed il mwaqkPo di Primaro. Alla metà del secolo la coltivazione del riso supera in estensione le colture arboricole e cerealicole. Si coltivano risaie anche alle porte dell'abitato, sia a Conselice che a San Patrizio; alle risaie si alternano aree di pantano, di cui molte peraltro venivano coltivate a riso. In molti casi la coltivazione a riso era l'ultima scelta per i terreni che non erano suscettibili di nessuna rendita. Si metteva un terreno acquitrinoso a risaia con la speranza che col tempo si colmasse e si potesse così metterlo a coltura, di cereali per esempio. Conselice era inoltre, con Alfonsine, un centro già famoso per l'allevamento dei mwaqoranocchi, anfibio tipico delle zone umide. La fama di "Paese dei ranocchi", per cui Conselice è rinomata tuttora, nasce proprio in questo periodo.
Nel mwaqw1875 vengono bonificati e messi a coltura circa cento ettari che, da area valliva, diventano campi coltivati a pescheti e frutteticite-ref-19[19]. Alla fine del secolo, comunque, la risicoltura è ancora il "fulcro di tutte le vicende dell'agricoltura nel mondo rurale conselicese". Nell'anno mware1899 sono coltivati a risaia 400 ettari di terreno. Nove anni prima (mwari1890) si era verificato a Conselice un grave fatto di sangue. Il 20 e 21 maggio si erano radunati in Piazza maggiore alcuni braccianti ed alcune risaiole che reclamavano migliori condizioni di lavoro e di salario. Le rivendicazioni, specialmente delle mondine, presso i proprietari delle risaie non avevano prodotto nessuno effetto. Dal canto loro, i braccianti avevano come interlocutore lo stato e il municipio. Il Ministero dei Lavori pubblici aveva finanziato i lavori di costruzione della mwarmferrovia Ferrara-Ravenna-Rimini, che erano terminati l'anno prima (1889). Ora centinaia di braccianti erano disoccupati e chiedevano che lo stato aprisse nuovi cantieri. Decisi a farsi sentire in Comune, dunque, i braccianti si mossero verso il municipio. Ma le guardie chiamate a difendere il palazzo municipale spararono colpi d'arma da fuoco sui manifestanti. Due mondine ed un uomo rimasero sul terreno.
Questo episodio rappresentò un momento di svolta nella storia del paese e nella storia dei rapporti di lavoro di tutta la mwaruPianura padana: dopo i fatti di Piazza maggiore lo spontaneismo lasciò il posto alle prime forme di organizzazione sindacale. Già alla fine dello stesso anno, il 16 novembre si costituì l'Associazione generale cooperativa fra operai braccianti di Conselice, Lavezzola e San Patrizio. Il 2 aprile mwary1891 nacque la Società cooperativa fra i lavoranti muratori di Conselice.
In un'inchiesta sul lavoro delle risaie pubblicata nel mwarg1906 le condizioni salariali del conselicese venivano descritte come le migliori della zona, dando ragione del suo ruolo di avanguardia nella provincia di Ravenna.
Nel mwaro1914 i terreni non destinati a risaia superano quelli a risaiacite-ref-20[20]: ben il 28% della superficie è destinato a vigneto, il 23% ai foraggi e oltre il 21% al grano. A Conselice non esiste ancora la frutticoltura, che invece è molto sviluppata nel territorio della confinante mwar8Massa Lombarda. Si può dire che l'economia conselicese si esaurisse nel settore primario: non vi erano stabilimenti industriali e non erano presenti istituti di credito. Aumentano i servizi alla cittadinanza: nel mwasa1910 viene costruita la nuova scuola elementare. Nello stesso anno, al teatro i conselicesi assistono alla prima proiezione cinematografica e viene rappresentata la prima mwaseopera (mwasiIl Barbiere di Siviglia). Infine, dal gennaio mwasm1911, vengono accesi i nuovi lampioni ad illuminazione elettrica.
Dopo la mwasuprima guerra mondiale cominciano i lavori di bonifica della parte del territorio comunale ancora paludosa (circa un sesto della superficie). Parallelamente, il settore primario è attraversato da un processo di ammodernamento: più concimazione chimica, più meccanizzazione, aumento dell'estensione delle colture industriali (mwasybarbabietola, frutteto).
Rimangono invece insufficienti le condizioni abitative dei conselicesi: un rapporto dell'Ufficiale sanitario del mwasg1921 segnala che la gran parte della popolazione vive in condizioni di assoluta antiigienicità. Molte famiglie vivono in un solo locale. La carenza di abitazioni, che si somma alla cronica carenza di lavoro bracciantile, innesca una miscela esplosiva: nel biennio 1920-21 il territorio conselicese è scosso da rivolte che in alcuni casi sfociano nella violenza. Il "biennio rosso" non porterà i benefici sperati e già nel 1922 la lotta operaia avrà esaurito la sua spinta propulsiva.
Conselice, che era stata amministrata dal mwasoPartito Socialista Italiano fin dai primi anni del secolo, si avvia al definitivo insediamento del potere fascista. A Conselice il fascismo presenta un'impronta prettamente locale: quella di una reazione agraria diretta a restaurare il predominio dei proprietari terrieri sugli operai. L'instaurarsi del potere fascista nel municipio conselicese non porta comunque ad una stabilizzazione del funzionamento dell'amministrazione: comincia invece una vera e propria guerra tra le diverse fazioni dello squadrismo locale. Il risultato sarà che per quasi tutti gli anni Venti Conselice verrà retta da commissari prefettizi e perderà quindi importanti finanziamenti statali.
Vengono così dilungati i tempi della bonifica definitiva del territorio, che si prolungano fino agli anni Trenta. Né si riscontra un miglioramento della produttività dei terreni già messi a coltura. Se il panorama del settore primario è abbastanza statico, un settore dell'economia che registra forti tassi di sviluppo è l'edilizia. L'espansione abitativa è costante per tutti gli anni Venti e Trenta. Però avviene al di fuori di qualsiasi pianificazione, poiché viene tracciato un piano regolatore per il solo centro di Conselice. A Lavezzola, per esempio, i privati vengono indotti a costruire lungo i lati della Via Bastia, con il risultato di far assumere al paese l'aspetto di un lungo corridoio di case. Ed è l'aspetto che Lavezzola mantiene tutt'oggi.
Permangono peraltro di basso tenore le condizioni abitative: nessuna costruzione di case popolari, carenza di alloggi e cattive condizioni igieniche sono i problemi cui devono ancora far fronte i conselicesi. Le frazioni sono ancora prive di sistema fognario.
Le precarie condizioni di vita della popolazione subiscono un repentino peggioramento già nei primi mesi della mwas4seconda guerra mondiale. L'aumento dei prezzi colpisce le fasce più deboli e determina un peggioramento generale dell'alimentazione. Fortissime difficoltà si registrano nell'approvvigionamento dei combustibili. Ovviamente tutte le opere pubbliche previste sono rimandate a dopo la conclusione del conflitto. Conselice non ha ancora un acquedotto mentre la rete fognaria, finora costruita solo nelle vie del centro, è completamente ostruita, per cui quando piove il paese si allaga.
Con l'arrivo della guerra sul suolo italiano anche Conselice viene sconvolta da bombardamenti e fatti luttuosi. L'incursione del 29 agosto mwata1944 colpisce l'abitato di Conselice provocando il crollo di 16 edifici. In quello stesso periodo si costituiscono le prime mwateformazioni partigiane militarmente inquadrate sul territorio, che forniscono un supporto decisivo alle forze anglo-americane. Dopo aver liberato mwatiRavenna il 4 dicembre 1944, le truppe alleate proseguono la loro avanzata nella Bassa Romagna sino ad arrestarsi sul fiume mwatmSenio. Durante l'inverno 1944-45 il paese soffre i bombardamenti e il fatto di essere vicino a linea del fronte. Le bombe colpiscono l'arginatura del mwatqSillaro, la linea ferroviaria ed anche il ponte sul mwatuReno a Lavezzola. Conselice viene liberata il 14 aprile mwaty1945 durante le fasi iniziali dell'mwatcoffensiva alleata. Il tributo di Conselice alla lotta di liberazione è di 27 morti in combattimento ed almeno altrettanti per fucilazione.
Il dopoguerra
Dopo la guerra non si provvide a risistemare gli argini sul fiume mwatoSanterno danneggiati dalla guerra. Le conseguenze furono tragiche: il 5 dicembre mwats1959 una disastrosa rotta del Santerno allagò il 40% del territorio comunale. L'enorme massa d'acqua fu fermata provvidenzialmente a soli 500 metri dal centro storico, non superando l'alta massicciata della ferrovia locale.
L'abitato di Conselice fu invece quasi del tutto allagato durante l'mwat0alluvione dell'Emilia-Romagna del maggio 2023.cite-ref-21[21]
Simboli
Lo stemma di Conselice fu riconosciuto, insieme al gonfalone, con decreto del capo del governo del 21 settembre 1933cite-ref-22[22] e così descritto: mwaugdi rosso, al luccio d'oro, sinistrato da una tinca d'argento, in palo, alla pigna pendente dal capo.
Con il mwauodecreto del presidente della Repubblica del 29 settembre 2011, gli smalti dei due pesci vengono invertiti e viene concessa la bandiera comunale.cite-ref-23[23]
«Stemma di rosso, al
luccio
e alla tinca posti in palo e affrontati, il luccio d'argento, la tinca d'oro, essi pesci accompagnati in capo dalla pigna d'oro,
rovesciata
, appesa al rametto di verde, uscente dal lembo superiore dello scudo. Ornamenti esteriori da Comune.»
Il gonfalone è un drappo di rosso.
La bandiera è un drappo mwaviinterzato in palo di rosso, di bianco, di rosso; il palo bianco è caricato dallo stemma sopra descritto con l'iscrizione mwavmcentrata in argento, recante la denominazione del Comune.
Monumenti e luoghi d'interesse
• mwavwChiesa di San Martino Vescovo. È la chiesa arcipretale di Conselice. Fu edificata tra il mwav01820 e il mwav41830 in seguito alla demolizione di una precedente chiesa mwav8romanica dell'XI secolo, giudicata pericolante. Di sobrio stile mwawaneoclassico, è composta di un'unica navata con mwawevolte a botte e quattro cappelle laterali. All'interno i dipinti più pregevoli sono una mwawipala d'altare del Seicento rappresentante i mwawmSanti Martino e Patrizio e l'ovale mwawqMadonna con Bambino dormiente di autore bolognese del mwawuXVIII secolo. Nella chiesa è conservata anche una statua che ritrae la mwawyMadonna, risalente al mwawcXVII secolo, opera della bottega dei Paganelli di Lugo.
• Chiesa parrocchiale di San Giovanni evangelista, a Chiesanuova.
• mwawwChiesa di San Maurelio, a mwaw0Lavezzola.
• Mulino di San Patrizio. Fu costruito verso la fine del XV secolo lungo il Canale dei Mulini, il corso d'acqua che collega Conselice con Imola. È osservabile a tutt'oggi la struttura originaria, a due piani. Di notevole interesse sono la paratia lignea ed i macchinari conservati all'interno dell'edificio.
• mwaxaMonumento alle mwaxemondine e agli scarriolanti (1990), a memoria del XX secolo, quando gran parte della popolazione era occupata in lavori manuali e di fatica;
• Conselice è uno dei pochi paesi d'Italia ad aver dedicato un monumento al mwaxqranocchio (2000), una specialità gastronomica locale.
• Nel settembre 2006 a Conselice si è inaugurato il primo mwaxyMonumento alla stampa clandestina ed alla libertà di stampa di cui si ha notizia in Italia (mwaxcimmagine).
Aree naturali
Nel territorio comunale è sita l'area di riequilibrio ecologico mwayiBacini di Conselice. Nata all'interno della cassa di espansione dello scolo Zaniolo, è una zona in corso di rinaturalizzazione costituita da un insieme di stagni e boschetti. Istituita nel mwaym2011, l'A.R.E. si estende per 9 ettari.
Esiste inoltre la mwayuzona di protezione speciale «Bacini di Conselice e Lavezzola». Si tratta di due distinte mwayyzone umide: la cassa di espansione del canale Diversivo in Valle ed i bacini della Fornace Litos (a est di Lavezzola). Entrambe le aree sono in corso di rinaturalizzazione.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di mwaza1 433 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
• mwazmMarocco 467 4,71%
• mwazuRomania 276 2,78%
• mwazcAlbania 217 2,19%
Religione
Nel comune di Conselice sono presenti quattro mwazoparrocchie, facenti parte di due diocesi diverse:
• mwaz0Diocesi di Imola: San Martino (principale), San Giovanni Evangelista (a Chiesanuova) e mwaz4San Patrizio (il territorio di quest'ultima comprende anche la frazione Zeppa)
• mwaaaArcidiocesi di Ravenna-Cervia: mwaaeLavezzola
Eventi e ricorrenze
• mwaaumwaayCarnevale di San Grugnonecite-ref-25[25]: si tiene il mwaasmercoledì delle ceneri e la seconda domenica di mwaawQuaresima sin dal mwaa01919. Dal 2023 fa parte dei 15 Carnevali storici inseriti nell'Albo regionale istituito con la legge 14/2022;
• mwaa8Festa dla Madòna dj Garzon: si celebra il 25 marzo di ogni anno. Nei tempi andati, le famiglie avevano bisogno dell'aiuto economico anche dei figli non in età da lavoro. Non appena le loro braccia potevano sopportare i lavori di fatica, almeno uno di essi veniva mandato a fare il "garzone" (tuttofare) presso un contadino. Per tradizione, il giorno in cui il fanciullo salutava i genitori per andare dal contadino era il 25 marzo (festa dell'mwabaAnnunciazione di Maria). Quella giornata era vissuta nel divertimento, tra canti, balli e spettacoli ambulanticite-ref-26[26];
Cultura
Biblioteca
La Biblioteca civica fu aperta nel mwab01967 nell'ex Casa Vacchi. Nel mwab41995 è stata intitolata alla scrittrice conselicese mwab8Giovanna Righini Ricci. Dal mwaca2001 i locali della biblioteca sono allestiti all'interno del palazzo comunale.
Teatro
Riaperto dopo le distruzioni della mwacqSeconda guerra mondiale il 7 marzo mwacu1987 dopo radicali lavori di ristrutturazione, il teatro comunale di Conselice offre una stagione di prosa (anche commedie in mwacyromagnolo).
Mezzi d'informazione
• mwacsE' bafion (1979-2011)cite-ref-27[27]. Il giornale, nato in ambito parrocchiale, ha raccontato per oltre 30 anni le tradizioni e le radici culturali dei conselicesi.
Economia
Turismo
Poco fuori del centro abitato si trovano:
• il mwadyparco acquatico "mwadcAcquajoss", in esercizio dal 6 luglio mwadg1991. Nel 2015 ha raggiunto il record di mwadk105 000 visitatoricite-ref-28[28];
Infrastrutture e trasporti
Strade
Conselice, San Patrizio e Lavezzola sono attraversate dalla strada provinciale (strada statale fino al 2001) mwaeuSelice-Montanara Imolese. La strada inizia poco più di mwaey1 km a nord di mwaecLavezzola; dopo averla attraversata passa da Conselice e San Patrizio, poi prosegue in direzione sud verso mwaegImola.
Lavezzola è il punto d'arrivo della Strada provinciale 13 «Bastia», che segue il corso del mwaeoSanterno mantenendosi alla sinistra del fiume.
A Nord di Lavezzola, la mwaewStrada statale 16 Adriatica, che nel tratto Ferrara-Ravenna è chiamata "Reale", lambisce il territorio comunale per un breve tratto.
Ferrovie
Il territorio è servito da tre stazioni ferroviarie: la mwae8Stazione di Conselice e la mwafaStazione di San Patrizio sulla linea mwafeFaenza-Lavezzola, e la mwafiStazione di Lavezzola sulle linee mwafmFerrara–Rimini e mwafqFaenza-Lavezzola.
Mobilità urbana
Piste ciclabili
Amministrazione
I Comuni di Conselice, mwageAlfonsine, mwagiBagnacavallo, mwagmBagnara di Romagna, mwagqCotignola, mwaguFusignano, mwagyLugo, mwagcMassa Lombarda e mwaggSant'Agata sul Santerno formano insieme l'mwagkUnione dei comuni della Bassa Romagna.
Nel mwags2012 Conselice ha ottenuto l'approvazione da parte del mwagwMinistero dell'Interno della bandiera comunale. La consegna del vessillo si è svolta il 14 novembre 2012. Conselice è l'unico comune dell'Unione a possedere una propria bandiera.
Nello stesso anno è stato modificato lo stemma, che risaliva agli anni Trenta, e dove il mwag4luccio e la mwag8tinca apparivano erroneamente di colore oro e argento anziché argento e oro. La corona di mwahaferro del vecchio modello araldico è stata affiancata da fronde di mwahequercia e di mwahialloro.
Gemellaggi
Conselice è gemellata con:cite-ref-29[29]
• Bourgoin-Jallieu, dal 25 ottobre 1996
• Bitritto, dal 15 settembre 2001
• Velika Plana, dal 10 ottobre 1985 (patto di amicizia)
Sport
Associazioni sportive
Le associazioni sportive di maggior tradizione a Conselice sono (in ordine alfabetico):
• Associazione Calcio Conselice (mwaiwcalcio);
• Associazione Sportiva Atletico Club Conselice mwai4(mwai8calciomwaja);
• Associazione Sportiva Conselice (mwajipallavolo);
• Motoclub Conselice a.s.d., fondato nel 1981;
• Tennis Club Conselice (mwajutennis, fondato nel 1963).
Impianti sportivi
• Sia Conselice che Lavezzola e S. Patrizio dispongono di un campo di calcio, dove giocano le rispettive squadre di club;
• Conselice dispone di un Palazzetto dello sport, utilizzato per gli sport di sala e di combattimento;
• Nel territorio comunale è sito il campo di mwajstiro a volo "Madonna del Bosco". Fondata nel 1990, la struttura ospita sette campi da tiro in cui è possibile allenarsi nelle varie specialità, sia olimpiche che non olimpiche. Ha ospitato diverse edizioni dei Campionati italiani. A Conselice si allena regolarmente la Nazionale A; per anni si è allenata anche la campionessa olimpica di mwajwLondra 2012 mwaj0Jessica Rossicite-ref-30[30];
• Nel mwakm2012 è stato inaugurato un mwakqbike park, uno dei primi della mwakuProvincia di Ravenna. La struttura sportiva si sviluppa in un'area di mwaky5 000 metri quadrati.
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwak8mwalamwaleBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwalidemo.istat.it, mwalmISTAT.
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cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwamamwamemwamiTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwammmwamqPDF), in mwamuciterefmwamyLeggemwamc mwamg26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwamkAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwamo 151. mwamsURL consultato il 25 aprile 2012 mwamw(archiviato dall'mwam0url originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. ↑ Mauro Degli Esposti, mwaneLa Padusa perduta, e forse ritrovata, Imola, La Mandragora, 2025, pag. 75.
cite-note-55. ↑ mwanuGiornale di massa, aprile 2022, p. 16.
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cite-note-88. ↑ mwao4mwao8Andrea Ferri,mwapa p. 48.
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cite-note-1111. ↑ Leardo Mascanconi, mwaqaIpotesi sulle origini della Pieve di S. Patrizio in AA.VV., mwaqeRomagnola Romandiola. Le istituzioni religiose nella storia del territorio, Lugo, 2001, p. 42.
cite-note-1212. ↑ Felice Eleuterio Foresti, 1789-1858, fu massone e patriota durante la mwaquRestaurazione e il mwaqyRisorgimento.
cite-note-1313. ↑ Probabilmente fu sommersa dalle ripetute inondazioni che devastarono la zona tra la fine del XVI secolo e il XVII secolo.
cite-note-1414. ↑ Fonte: mwaq0Chartularium imolense, dove si parla di mwaq4piscaria, ovvero “pescherie”.
cite-note-1616. ↑ mwarySilvia Bertuzzi, mwarcLe nostre radici: la Pieve di San Patrizio, S. Patrizio (RA), Publi&Stampa, 2011.
cite-note-1818. ↑ Nel 1880 le scuole erano state allestite al terzo piano del palazzo comunale, ma dopo qualche anno la soluzione si rivelò inadatta e si dovette iniziare un nuovo iter burocratico. Solo nel 1908 fu trovato il terreno da edificare.
cite-note-1919. ↑ Massimo Zaccaria, mwasm«I dseva donc c’ui era sol de sabiô!». Il ruolo della Romagna nella colonizzazione dell'Eritrea, 1890-1905, «I Quaderni del Cardello», 18.
cite-note-2020. ↑ Le grandi risaie spariranno solo a metà Novecento.
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cite-note-2525. ↑ Non è esistito un santo con questo nome. Il nome deriva semplicemente da "grugno", in riferimento alla tristezza e alla mestizia che caratterizzano i quaranta giorni di Quaresima. Vedi mwawaEraldo Baldini e mwaweGiuseppe Bellosi, mwawiCalendario e folklore in Romagna, Ravenna, Il Porto, 1989.
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Bibliografia
• mwayoRomagnola Romandiola. Lungo la Selice, Territorio e Storia, Atti Convegno, marzo 1998, Walberti, Lugo, 1999.
• Claudia Pancino, mwaywConselice di Romagna. L'infelice situazione (1084-1810), Longo Editore. Ravenna, 1995.
• Claudia Pancino, mway4Conselice nell'Ottocento. Giogo di risaie e vocazioni urbane, Longo Editore, Ravenna, 2000.
• mwazaPier Paolo D'Attorre e Franco Cazzola (a cura di), mwazeConselice. Una comunità bracciantile tra Ottocento e Novecento, Longo Editore. Ravenna, 2003.
• citerefandrea-ferriAndrea Ferri, Imola nella storia. Note di vita cittadina, Imola, Edizioni Il Nuovo Diario Messaggero, 1991.
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